L’Acea per la protezione dell’acqua

A cura di Matilda C., Giacomo G., Leonardo M.

Azienda italiana d’eccellenza si schiera in favore della lotta contro il cambiamento climatico

L’ Acea è stata identificata nella categoria ‘Leadership’ della classifica del Carbon Disclosure Project (CDP), raggiungendo un punteggio ‘A-‘. Il CDP è un’organizzazione indipendente che guadagna e fornisce agli investitori un sistema per misurare le politiche e le prestazioni delle aziende sui cambiamenti climatici. Le valutazioni sono definite da D (minima) ad A (massima) e si basano su dei criteri di azioni intraprese in quell’area. Grazie a questo risultato Acea conferma il suo status nella lotta ai cambiamenti climatici, usufruendo di un modello di business molto efficiente. 

 

Gli ecosistemi d’acqua dolce sono tra i più compromessi sulla Terra, e l’Europa non fa eccezione. Oggi, il 60% delle acque del continente sono “in cattive condizioni di salute” perché sono state depauperate dalle scellerate attività umane che hanno causato danni permanenti all’ambiente e alle fonti d’acqua principali. Dighe e dighe vengono costruite ovunque e i fiumi sono in gran parte canalizzati. L’eccessiva estrazione di acqua inquinata per l’agricoltura non sostenibile e il continuo disboscamento danneggiano irreparabilmente l’ambiente.

In molte regioni italiane le mutazioni del clima e le poche precipitazioni hanno messo a dura prova gli ecosistemi. Alcuni dati rivelano che nel periodo 2021-2050, a causa di un aumento delle temperature di 2°C, si registrerà un diminuendo drastico delle precipitazioni nel centro e nel nord Italia. I dati pubblicati dalla fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici) affermano che il numero di precipitazioni determinerà la siccità dei territori italiani in questione. Questi ultimi sono: Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Toscana.

Nel 2020 le principali società idriche italiane hanno incentivato le attività di efficientamento delle reti di distribuzione, con strutture organizzative dedicate alla tutela della risorsa idrica e all’attuazione di interventi di riduzione delle perdite. 

La questione idrica ha coinvolto i paesi membri dell’Onu: l’obiettivo 6 dell’Agenda 2030 è acqua pulita e servizi igienico-sanitari, ossia un programma volto al raggiungimento di una piena sostenibilità mondiale nel 2030; in particolare garantisce la disponibilità e la gestione di acqua e delle apposite strutture Igienico-Sanitarie. Il nostro pianeta  possiede acqua sufficiente per tagliare questo traguardo, tuttavia è necessario un intervento immediato e un dialogo costruttivo tra tutte le nazioni.