Catastrofica eruzione in Oceania: disastro ambientale senza precedenti

A cura di Scilla C., Beatrice C., e Federico S.

Regna il terrore tra gli abitanti delle isole nell’arcipelago Tonga, dopo che il 15 gennaio alle ore 15:55 (ora italiana), una colossale eruzione del vulcano sottomarino dell’isola Hunga Tonga Hunga Ha’apai ha generato un disastro ambientale.

L’eruzione del vulcano Tonga ha lasciato gli abitanti senza comunicazioni, infatti i cavi sottomarini che connettono l’arcipelago ad internet sono stati distrutti. Gli aiuti umanitari hanno poi tardato ad arrivare sul luogo a causa della parziale inagibilità dell’aeroporto, coperto dalle ceneri. L’eruzione ha inoltre distrutto alcune aree marine, minacciando la fauna e la flora marina.

Lo tsunami che si è generato successivamente ha colpito una petroliera in fase di scarico del grezzo, causandone il malfunzionamento e facendo riversare una quantità pari a 6.000 barili nell’oceano. Il petrolio, galleggiando sulla superficie, ha ricoperto una vasta area, provocando un disastro ambientale la cui entità è ancora da valutare.

L’obiettivo 14 dell’ Agenda 2030 si impegna a proteggere la vita sottomarina (flora e fauna) da eventi simili oltre che all’inquinamento generato dall’uomo. Quest’ultimo infatti sta sfruttando gli oceani che rappresentano un habitat essenziale per la vita sulla Terra. I mari infatti assorbono circa il 30% degli agenti inquinanti, compreso zolfo ed anidride carbonica, per questo è molto importante preservarli e proteggerli.