La mappa concettuale: un albero capovolto

Quante volte abbiamo provato fatica a memorizzare o a studiare argomenti nuovi, complessi e articolati? La mappa concettuale è uno strumento efficace che ben si presta alla concettualizzazione di argomenti estremamente complessi e astratti, dalla lezione di letteratura a quella di biochimica. Come tutti gli strumenti però, anche le mappe concettuali hanno una propria struttura e spesso fare mappe senza il rispetto di alcune regole fondamentali porta ad un grande dispendio di energia. 

Come creare quindi una mappa efficace? 

Innanzitutto dobbiamo comprendere il concetto di apprendimento per assimilazione teorizzato da Ausbel e dal quale prese le mosse lo studio di Novak, l’inventore della mappa concettuale. Questa teoria afferma che le conoscenze vengono consolidate e permangono in un soggetto quando assimilabili a concetti preesistenti. Un po’ come quando un insegnante, prima di spiegare un nuovo argomento, riprende le redini dell’ultimo concetto studiato in classe. Questa strategia consente di ancorare le nuove informazioni a conoscenze pregresse e già consolidate. 

La teoria dell’assimilazione, sviluppata nel 1963, consentirà a Novak di mettere le basi per la sua teoria fondata sugli elementi chiave dell’educazione (Elements of Education). Da qui Novak approda alla formulazione delle mappe concettuali come strumento metacognitivo capace di concretizzare in immagini le conoscenze, una chiave di lettura della realtà, un metodo per imparare ad imparare. Ma quindi qual è il fattore più importante che influenza l’apprendimento? Sono le conoscenze che lo studente già possiede. Infatti, il problema più rilevante nell’apprendimento è la memorizzazione di nuovi concetti: la quantità di informazioni proposte agli allievi è spesso elevata e il problema maggiore si presenta nel recupero delle stesse e nel tempo durante il quale esse rimangono in memoria. Con il passare del tempo molte informazioni infatti non sono più recuperabili, mentre quelle che permangono sono solo quelle che hanno un elevato grado di significatività. Un apprendimento significativo, quindi, aumenta la capacità di interiorizzare le conoscenze consentendo di ricordarle più a lungo poiché assimilate ad un livello più profondo. Inoltre la rappresentazione grafica delle informazioni ne permette una maggiore differenziazione, rendendo più facile l’assimilazione di nuovi concetti e il loro recupero. 

La teoria dell’educazione di Novak prevede inoltre la presenza di un altro fattore determinante nel processo di apprendimento: lo scambio di significati ed emozioni tra docente e discente. Proprio questo aspetto migliora l’assimilazione e fa sì che la nuova conoscenza si carichi di significatività.

Qual è però la differenza tra mappa concettuale e mappa mentale? Su questo punto è importante soffermarsi: una mappa mentale è una prima stesura, intuitiva e abbozzata della conoscenza. Questo strumento è spesso fondamentale per la realizzazione successiva della mappa concettuale. La mappa mentale è una mappa a “raggiera” la quale consente una prima bozza delle conoscenze, seppur intuitive e disorganizzate, che vengono stimolate attraverso il brainstorming, possedute dagli allievi per cultura generale o intuitivamente.

 

MAPPA MENTALE

 

Una volta realizzata la mappa mentale, lo step successivo sarà lo studio del nuovo argomento e il passaggio dei significati e delle emozioni all’interno del gruppo classe, uno scambio condiviso tra allievi ed insegnanti, una sorta di laboratorio del significato. Una volta compreso l’argomento di studio è importante rappresentare graficamente le nuove informazioni per consolidarle e fissarle nella mente. 

Qual è quindi il modo migliore per realizzare una buona mappa concettuale? Esistono delle strategie per condurre una classe alla creazione di una buona mappa concettuale:

  1. Chiedere agli allievi di chiudere gli occhi
  2. Chiedere loro di immaginare mentalmente, tenendo gli occhi chiusi, parole come cane, gatto, casa e così via
  3. Immaginare la parola perché o quindi

Quando si chiede agli studenti di immaginare parole come perché o quindi spesso aprono istintivamente gli occhi, come mai? Ciò avviene perché non c’è una rappresentazione mentale significativa e univoca per la raffigurazione di queste parole. Ebbene le prime (casa, gatto, eccetera) sono parole-concetto, mentre le seconde sono parole-legame. Per creare una corretta mappa concettuale, le parole-concetto verranno inserite all’interno delle scatole, mentre le parole-legame verranno disposte lungo le frecce che uniscono i vari concetti. Ovviamente le parole-concetto presentano anch’esse un alto grado di astrazione ed esse stesse possono essere costituite da parole che non saranno facilmente rappresentabili graficamente, ma che comunque svolgono una funzione di idea-chiave, concetto fondamentale della conoscenza. 

Non è finita qui: ogni scatola, e quindi ogni concetto chiave, viene disposta secondo dei differenti gradi di ordine, determinati dalle altezze presenti nella struttura grafica della mappa, struttura che dovrebbe somigliare ad un albero capovolto. I concetti presenti nel primo ordine saranno quelli fondamentali, mentre via via che si scende in basso, le informazioni saranno sempre più specifiche e particolareggiate.

MAPPA CONCETTUALE

 

 

In conclusione, le caratteristiche fondamentali che una mappa dovrà possedere affinché sia utile ed efficace sono: la leggibilità dall’alto al basso e viceversa, garantita dalla presenza di parole-concetto nelle scatole e parole-legame nelle frecce, e la gerarchizzazione ordinata dei concetti, assicurata dalla struttura ad albero capovolto. Seguendo queste strategie quindi, sarà possibile realizzare mappe funzionali all’apprendimento, capaci di rappresentare graficamente, in maniera ordinata ed efficace, le nuove conoscenze acquisite.