Marie Curie, una donna

Otto marzo, giornata internazionale delle donne. Sono tante le donne a cui dedicare un pensiero, quelle che hanno lottato per i nostri diritti, quelle che ci hanno cresciuto e formato, quelle che ci hanno ispirato. La donna che ha più influenzato la mia formazione da fisico medico è senza dubbio Marie Sklodowska Curie . Figlia di due insegnanti, Marie nasce a Varsavia nel 1867. Lei e la sorella maggiore Bronya imparano l’amore per le scienze dal padre ma all’epoca in Polonia l’università è vietata alle ragazze. Le sorelle stringono un patto: Marie lavorerà come governante per mantenere Bronya agli studi di medicina a Parigi e dopo la laurea la sorella farà altrettanto per lei. Marie arriva a Parigi nel 1891 per frequentare la Sorbona, con la sorella vivrà in un appartamento  nel Quartiere Latino che la figlia Ève nella biografia della madre ci descrive così:

 “Viveva in un locale minuscolo che prendeva luce da un abbaino sul tetto spiovente. Attraverso questo lucernario appariva un angolo di cielo. Né riscaldamento né illuminazione né acqua in camera. La stanza era così fredda che in inverno l’acqua congelava nel lavandino. Dormiva con tutti i vestiti che aveva, impilati sul letto. Quando era buio, si rifugiava alla biblioteca Sainte-Geneviève, a fianco del Panthéon, illuminata e calda, dove studiava fino all’ora di chiusura, le dieci di sera. Proseguiva poi gli studi nella sua stanza alla debole luce di una lampada a petrolio fino alle due del mattino”.

Due anni dopo il suo arrivo a Parigi Marie si laurea in fisica risultando la migliore del suo corso, e in matematica l’anno successivo. Grazie a questi straordinari risultati, vince una borsa di studio riservata ad uno studente straniero e, le viene commissionata una ricerca sulle proprietà magnetiche degli acciai. Il responsabile del laboratorio dove lavorerà è il professor Pierre Curie.

Da questo momento la loro attività scientifica diventa inestricabilmente legata, non meno della loro vita familiare: i due si sposano nel 1895 e hanno due figlie Irène ed Ève.

La fine del XIX secolo è un periodo particolarmente fecondo per la fisica e la chimica: nel 1895 Röntgen scopre i raggi X e l’anno dopo Bequerel scopre che l’uranio emette radiazioni. I coniugi Curie, amici di Bequerel,  iniziano un titanica ricerca delle radiazioni emesse da varie sostanze, a partire dai vari tipi di minerali di uranio. Nel 1898 i due annunciano di aver scoperto un nuovo elemento chimico, fortemente radioattivo, che viene denominato polonio, in onore della patria di Marie, ancora divisa e umiliata. Sei mesi dopo, un’altra straordinaria scoperta: utilizzando dei sali di bario i Curie scoprono un nuovo elemento chimico, che per intensità di emissione supera tutti gli altri: viene denominato radio.

Già nel 1900 Pierre Curie dimostra gli effetti distruttivi della radioattività sui tessuti di organismi viventi, aprendo la strada alla possibilità di uso della radioattività per curare i tumori e altre malattie. Marie dimostra ancora una volta di essere una scienziata e persona eccezionale  decidendo di non depositare il brevetto per il processo di isolamento del radio, ritenendolo patrimonio della comunità scientifica:

“Il radio non deve far arricchire la gente; esso è un elemento, e appartiene a tutti. Chiedere il brevetto sarebbe contrario allo spirito scientifico”.

              

Nel 1903 ai Curie e a Becquerel viene assegnato il Premio Nobel per la Fisica. Marie a 36 anni diventa  la prima donna a ricevere un premio Nobel in campo scientifico, e resterà l’unica per oltre 30 anni . La seconda sarà la figlia Irène.

Dopo 22 anni di lavoro,  Pierre ottiene la cattedra di fisica alla Sorbona, onore che non tocca a Marie perchè nonostante il nobel le docenze erano ancora riservate ai soli maschi. La cattedra universitaria  diviene disponibile per Marie solo con la morte di Pierre Curie che nel 1906  esce in strada e viene travolto da una carrozza a cavallo. Marie diventa quindi docente ordinario di Fisica alla Sorbona:  per la prima volta una cattedra universitaria in Francia viene assegnata ad una donna.

Oltre ad insegnare, riprende il lavoro di laboratorio: riesce ad isolare il radio allo stato di metallo e ne determina con grande precisione il peso atomico. Molti storici della scienza considerano il titanico lavoro di isolamento del radio come il più importante evento della storia della chimica dopo la scoperta dell’ossigeno.

Nel 1910 Marie Curie ha una breve relazione con un uomo già sposato e padre di quattro figli, il fisico Paul Langevin. Lo scandalo, amplificato dalla stampa sessuofoba, scatena una forma di odio nei confronti della donna. Quella che fino a otto anni prima era stata descritta come una madre devota e un’aiutante solerte, era diventata per l’opinione pubblica “la polacca”, “la ladra di mariti”.

Nel 1911 viene insignita del Nobel per la chimica. Il secondo nobel. All’epoca fu la prima persona ad essere insignita di due premi nobel ed è tuttora l’unica donna ad averli ricevuti in due materie diverse.

Durante la Prima Guerra Mondiale decide di attrezzare con apparecchiature a raggi X delle automobili, le Petit Curie. Insieme alla figlia Irène si reca sul fronte di battaglia della Marna per insegnare personalmente ai medici e agli infermieri come usare i nuovi strumenti che permettono di individuare le pallottole nei corpi dei soldati feriti.

Provata da un’anemia perniciosa, dovuta alle lunghe esposizioni alle sostanze radioattive, Marie Sklodowka Curie muore il 4 luglio 1934. Sulla tomba, come ultimo saluto, i fratelli depongono una manciata di terra della sua amata Polonia.