Year 7: nuove materie e… nuove esperienze!

Primo giorno di scuola. L’insegnante entra in classe, sente puntati su di sè i tanti sguardi incuriositi dei suoi piccoli alunni (…forse  non più così piccoli visto che stanno per iniziare quello che sarà non solo un nuovo anno scolastico ma anche, e soprattutto, una nuova fase della loro crescita e della loro carriera di studenti), sorride per rassicurarli e si presenta:

<<Buongiorno ragazzi, mi chiamo Claudia Angelini e sarò la vostra insegnante di italiano e storia dell’arte>>.

Appena sentono nominare “storia dell’arte”, vedo che la curiosità lascia bene presto spazio a dubbi e delusioni. Qualcuno fa una faccia sconsolata perchè ha già capito che sarà l’ennesima nuova materia da aggiungere ad una lista già abbastanza lunga; due o tre si fanno sfugggire un certo “Oh no, ci mancava solo questa… non bastava la storia?!” e qualcun altro alza la mano e chiede “Storia dell’arte! Che bello! Faremo disegni?”

Come deludere le aspettative dei miei ragazzi? Dopo tutto hanno ragione. Storia dell’arte è generalmente una materia teorica, da studiare e memorizzare, però, a differenza della storia, ha qualcosa di speciale: tutto parte dall’immagine. E allora partiamo anche noi da un’immagine, da una visione o da un’ispirazione. Quale migliore occasione dell’arte preistorica, per trasformare la storia (dell’arte) in esperienza, viva, reale, divertente da sperimentare in classe e personalizzare in base alla sensibilità e alle intuizioni dei ragazzi.

L’idea è quella di realizzare un poster di classe che raccolga i diversi aspetti dell’arte preistorica: le abitazioni, le raffigurazioni rupestri, il mistero di Stonehenge e l’ideale di bellezza femminile rappresentato dalla Venere di Willendorf  (Qualcuno, in un primo momento, ha obiettato: ma come belle? Sono brutte e ciccione!).

I ragazzi accettano la mia proposta con un entusiasmo travolgente. Niente più dubbi, perplessità, abbattimenti…solo una grande voglia di dare sfogo alla propria creatività, immaginazione e imparare divertendosi e collaborando, senza dover memorizzare, solo spinti dal desiderio di fare ricerche ed esplorare per sentirsi anche loro un pò “primitivi”!

               

Last but not least, le firme degli artisti! Prendendo spunto da una raffigurazione rupestre”Le impronte di mani” rinvenute nella Cueva de los manos, in Argentina (foto sopra a destra), alcune ragazze hanno realizzato le proprie impronte usando prodotti naturali come la cannella, lo zucchero e il tè! Geniale vero? Un chiaro esempio di quello che noi chiamiamo “lifelong learning”… Semplicemente meraviglioso!