Peggy Guggenheim è ritenuta una delle persone che ha maggiormente influenzato l’arte del XX secolo. Amica di Marcel Duchamp, André Breton, Max Ernst e Beckett, fu la prima a concepire l’idea del museo d’arte contemporanea, inteso in senso moderno, e la prima a realizzarlo. Il Guggenheim Jeune fu l’esempio pionieristico di galleria d’arte contemporanea a Londra.
Insieme al suo grande interesse per l’arte, ritroviamo in questa donna un grande senso di umanità e generosità. Cresciuta a New York in una famiglia benestante, quando si trasferisce a Parigi si pone l’obiettivo di creare una grande collezione d’arte e di salvare quelle opere che, durante l’instaurarsi dei regimi totalitari, rischieranno di andare distrutte; Peggy decide così di “comprare un’opera d’arte al giorno” e si impone definitivamente come figura di mecenate e punto di riferimento per gli artisti d’avanguardia europei e americani. Una donna eclettica e innovativa che agli inizi del 1900 dibatteva nei salotti di cultura della Parigi bohémienne con Breton e Duchamp per comprendere la differenza tra Surrealismo e Astrattismo. La collezionista statunitense si trasferì a Venezia nel 1949 e qui visse circondata dalle opere d’arte per il resto della sua vita.
Quella che era la sua dimora veneziana è oggi il Museo Guggenheim, uno dei più importanti musei d’arte contemporanea in Italia. La prestigiosa galleria ospita migliaia di visitatori ogni anno, compresi studenti di tutte le età. Vi si possono ammirare le affascinanti opere dell’Espressionismo astratto statunitense, del Surrealismo e dell’Astrattismo lirico.
Quante volte però, osservando un capolavoro di arte astratta, abbiamo sentito dire dai nostri allievi (e non solo): “Sembra uno scarabocchio!” oppure “Io quest’opera non la capisco”. L’arte astratta può sembrare a primo impatto difficile da capire, non avendo legami con la rappresentazione della realtà. Quindi, per avvicinarsi a questo nuovo linguaggio, occorre trovare il giusto paio di occhiali con cui vedere queste opere d’arte, che siano di Pollock, di Kandinsky o di Mirò. Al Museo Guggenheim di Venezia sono le guide, preparate e carismatiche, ad aiutare piccoli e grandi alla comprensione delle opere più difficili. Le loro spiegazioni si accompagnano ad uno strumento essenziale: un blocchetto di carta sul quale, con semplici disegni, aiutano i più piccoli, ma anche i più “grandi scettici”, a comprendere il reale significato di quelle opere. La più grande soddisfazione? Sentire un’allieva che dice: “Ora quest’opera non posso più guardarla con gli stessi occhi con cui la vedevo prima!”

