L’importanza del gioco nella scuola dell’infanzia

“I giochi dei bambini non sono dei giochi, bisogna invece valutarli come le loro azioni più serie”  Montaigne

 

I bambini, anche i più piccoli, imparano in modo naturale qualsiasi concetto, persino il più complesso, se proposto come gioco.

Durante il gioco il bambino comincia a comprendere come funzionano le cose che lo circondano che cosa si può o non si può fare con determinati oggetti, si rende conto dell’esistenza di leggi  e di regole di comportamento che vanno rispettate. L’esperienza del gioco insegna al bambino ad essere perseverante e ad avere fiducia nelle proprie capacità; è un processo attraverso il quale diventa consapevole del proprio mondo interiore e di quello esteriore, incominciando ad accettare le legittime esigenze di queste sue due realtà.

Nel gioco il bambino scopre un modo per esprimersi, per comunicare, per mettersi in relazione. Costruisce così un dialogo con la realtà che gli consente di crescere.

Per i bambini, che giocano per divertirsi, non c’è nessuna differenza tra il gioco e ciò che un adulto potrebbe considerare come un lavoro.

Attraverso il gioco, infatti, il bambino incomincia a comprendere come funzionano le cose : Il gioco è significativo per lo sviluppo intellettivo del bambino, perché il bimbo, quando gioca, sorprende se stesso e nella sorpresa acquisisce nuove modalità per entrare in relazione con il mondo esterno. Nel gioco il bambino sviluppa le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali..

Oggi tutti i documenti internazionali affermano il diritto al gioco del bambino che viene proclamato come bisogno prevalente e vitale dell’infanzia, motivato da esigenze e implicazioni di ordine fisiologico, psichico, spirituale e sociale e basato sul riconoscimento della pienezza umana in ogni fase della vita.

 

Giochi didattici

La Scatola Azzurra di Paola Tonelli

 

La scatola azzurra permette esperienze di grande coinvolgimento emotivo, facilitando esperienze di manipolazione (sabbia, terra, acqua, sassi, erbe, conchiglie, ecc.), promuovendo lo sviluppo emotivo ed espressivo (drammatizzazione di storie e di sogni), rinforzando le abilità logico-matematiche. Può essere utilizzata dall’insegnante come uno strumento mediatore che gli consente di dialogare con il bambino attraverso la spiegazione delle sue immagini riprodotte con i materiali nella scatola, facendo così emergere e capire suoi problemi più o meno inconsci (paure, conflitti, desideri).

 

Il Gioco Euristico

Il gioco euristico è inteso come attività di esplorazione spontanea che il bambino compie su materiale di tipo “povero”, contenitori piccoli da inserire in quelli grandi, palline da impilare, oggetti che rotolano, tappi di sughero, mollette di legno, catenelle, stoffe, etc.

Il gioco euristico ha lo scopo di favorire l’esplorazione di un materiale vario, che stimola la concentrazione e l’immaginazione del bambino, per consentirgli di inventare un suo utilizzo sempre diverso e originale.

Durante il gioco, l’adulto interverrà raramente e solo per  rassicurare e ricreare l’interesse.

Per dirla con le parole del Professor G. Bollea: “… i bambini hanno bisogno non soltanto del nostro affetto e della nostra simpatia, ma anche della nostra intelligenza e dei nostri seri e pazienti sforzi per capire la via del loro sviluppo mentale; ecco ancora sottolineata la necessità dell’ASCOLTO”.

 

 

Montaigne – Montessori – Malaguzzi – Bollea