Ritrovamenti di resti umani stanno affiorando nella città di Kirov a 800 chilometri a nord-est di Mosca. Secondo gli esperti potrebbero essere resti umani di soldati morti durante la prigionia e i terribili anni della Seconda guerra mondiale. La notizia riaccende la speranza dei familiari di migliaia di militari italiani dispersi nella campagna russa: da oltre settant’anni non arrivano notizie.
Secondo il vice-presidente Gian Franco Simonit e tutti gli speleologi del Gruppo Speleologico Carsico di San Martino del Carso, in provincia di Gorizia, si potrebbe trattare dei dispersi dell’Armir, il corpo italiano di spedizione in Russia. Da Kirov dicono che ci sono possibilità che la fossa contenga resti di nostri connazionali; è prematuro però prevedere quanti siano i dispersi e a quale reparto appartenessero. Ci vorrà molto tempo per affettare gli accertamenti.
A confermare questa tesi si aggiunge Italo Cati vice-presidente dell’UNIR (Unione Nazionale Reduci di Russia), che conferma che ci sono documenti ufficiali che parlano dei campi di prigionia dei soldati catturati dall’armata Rossa nella zona di Kirov. L’informazione ha quindi un suo valore storico.
In quegli anni 88.548 italiani persero la vita in Russia, di questi 56.689 sono i dispersi su 230.000 che partirono. La cifra potrebbe essere imprecisa per difetto. I registri che la Russia ha permesso di consultare contengono i nomi di 64.689 Italiani rinchiusi nei campi di prigionia sovietici; ma l’elenco non tiene conto dei soldati che morirono durante le faticose marce di trasferimento. Non si esclude quindi che ci possano essere altri campi nel sud della Russia come quello appena scoperto.
Questa scoperta riapre una ferita e un dolore mai completamente superato per tutti quei familiari che videro partire i loro cari e di cui non ebbero più notizie. Nonostante siano passati tanti anni la speranza di ritrovarli è comunque viva in loro e grazie alla tenacia di questi affetti, probabilmente siamo di fronte alla scoperta di un’altra grande realtà storica del Novecento.