Il capovolgimento della didattica
Dagli inizi del ‘900 ad oggi sono tanti gli studiosi e i pedagogisti che hanno tentato, a volte riuscendoci, di cambiare il mondo della didattica per capovolgerlo definitivamente. Ma per poter cambiare i tradizionali metodi d’insegnamento bisogna anzitutto porsi la domanda giusta: qual è l’obiettivo di un docente? Sicuramente trasmettere la conoscenza. Di pari importanza però è la conquista definitiva dell’autonomia da parte dell’allievo.
Ottenere l’autonomia vuol dire apprendere un metodo di studio e riuscire ad applicarlo in maniera sempre più autosufficiente; è un percorso che richiede dedizione da parte dello studente ma il professore ha un ruolo decisivo e la sua presenza nei momenti in cui l’allievo applica e sperimenta il proprio criterio è essenziale. Proprio il fatto di essere lì quando l’alunno studia, sottolinea e riassume, svolge il problema o si fa le domande giuste, è fondamentale per lo sviluppo delle proprie strategie d’apprendimento. Al contrario, nella scuola tradizionalmente intesa, i compiti si fanno a casa in assenza del docente.
E se invece capovolgessimo le cose? Per esempio, potremmo assegnare un video da vedere a casa sull’argomento oggetto di studio e il giorno dopo, in classe, potremmo leggere la teoria dal libro, fare le mappe, i riassunti, risolvere i problemi e gli esercizi. E il docente? E’ lì presente che aiuta i ragazzi a fare i compiti, ad usare le giuste strategie per riassumere, fare mappe e per guidarli durante la fase più importante dello studio: quella dell’elaborazione delle nozioni acquisite, quella del problem solving.
E’ questa la rivoluzione della Flipped Classroom, la Classe capovolta, un esperimento che nasce negli anni ’90 con Eric Mazur, docente di fisica presso l’Università di Harward, e prosegue con gli esperimenti della Khan Academy, una piattaforma virtuale che offre agli studenti la possibilità di seguire da casa dei videotutorial. Quest’esperimento si sviluppa nei decenni con innumerevoli canali virtuali che offrono la possibilità ai docenti di creare e caricare le proprie lezioni online, come Raiscuola o Repetita, dove si possono anche condividere materiali e video con docenti di tutta Italia.
Un mare infinito di risorse e idee; grazie alla condivisione in rete, oggi tutto questo è possibile. Lavorare con gli allievi non è solo fattibile ma addirittura divertente ed efficace, probabilmente molto più stimolante dei classici metodi di lezione frontale.
Per dare una risposta al nostro quesito iniziale, possiamo collegarci alle teorie del costruttivismo pedagogico: lo studente qui non è più un recipiente in cui infilare nozioni e conoscenze; l’allievo diventa protagonista del proprio apprendimento, partecipando attivamente all’elaborazione della conoscenza che viene ora acquisita attraverso esperienze significative di cooperative Learning, valorizzando la classe come gruppo sociale, come occasione d’incontro e condivisione di idee. Per dirla con le parole di Piaget:
“I bambini non sono vasi vuoti da riempire di conoscenza, ma dei costruttori attivi di conoscenza, piccoli scienziati che costantemente generano e verificano le loro teorie del mondo”.