Aiutiamo le ragazze a capire e agire
Il 5 dicembre scorso, gli studenti e le studentesse della Acorn International School hanno commemorato la morte di Giulia Cecchettin con una conferenza sostenuta dallo psicologo Gabriele Incognito.
Le pagine della cronaca nera infatti si tingono continuamente di rosso e il fenomeno della violenza sulle donne ha registrato negli ultimi anni un preoccupante incremento. Tutto questo deve essere fermato, partendo proprio dalla scuola e dal lavoro di sensibilizzazione che docenti e psicologi quotidianamente svolgono.
Durante l’evento, gli studenti e le studentesse, guidati dallo psicologo della scuola, hanno riflettuto insieme sui segnali d’allarme che ogni ragazza può cogliere per tempo. Ma nella pratica, cosa può far preoccupare e cosa può rappresentare un campanello d’allarme?
Ecco qui una piccola lista di segnali, di atteggiamenti tipici di una gelosia patologica, che potrebbe scaturire in atti di violenza:
Atteggiamenti proibitivi che riguardano la sfera personale, lavorativa, scolastica, e atteggiamenti iperprotettivi, giustificati spesso dicendo che lo fa per il tuo bene, in realtà lo fa solo per suo interesse:
- richiesta di evitare alcuni amici
- imposizione di non recarsi in alcuni luoghi specifici (es. spiaggia, viaggi scolastici o di piacere, centri benessere, ecc.)
- Isolamento nei confronti dei familiari e della cerchia di amici
- Controllo dei dispositivi elettronici, delle chat, controllo nei luoghi frequentati
La riflessione
“Che la sua morte sia la spinta a fermare la violenza sulle donne” queste sono le parole dette dal padre durante il funerale di Giulia Cecchettin. Durante lo stesso funerale, la sorella ha paradossalmente richiesto un minuto di rumore in onore di Giulia, volere che ragazzi e ragazze di moltissime scuole d’Italia hanno onorato. Come sappiamo, Giulia non è stata l’unica donna ad essere uccisa lo scorso anno, ma sono 103 i femminicidi avvenuti in Italia nel 2023.
A cura di Cecilia, Maria Vittoria e Diego