La cultura dei gesti: un modo di parlare tutto italiano

Senza l’esistenza di Dante Alighieri, probabilmente l’italiano di oggi non sarebbe lo stesso. Tuttavia, nel corso dei secoli, gli italiani hanno affiancato alla lingua ufficiale anche un linguaggio accessorio: il linguaggio dei gesti. 

Ad analizzare questa forma di linguaggio, tipicamente nostrana, ci ha pensato la docente universitaria Isabella Poggi, che nel saggio Psicologia della Comunicazione analizza l’alfabeto dello sguardo, dei gesti o del contatto fisico, e descrive come le intonazioni, le espressioni del viso e i gesti siano parte integrante della comunicazione quotidiana.

Gli Italiani infatti sono noti per la gestualità, che nasce con l’intento di rafforzare o puntualizzare tratti del discorso. Uno dei segni più comuni è la mano a pigna anche chiamata mano a tulipano; questo gesto ha un doppio significato: interrogativo o di critica. Ma state attenti: nel mondo arabo, se vi capitasse  mai di essere fermati ad un posto di blocco, noterete che i poliziotti farebbero lo stesso gesto, ma con un intento differente: nel medio oriente infatti  questo è il segno dello stop.

La gestualità è uno dei tratti che rende gli italiani riconoscibili all’estero. Il nostro modo di gesticolare è  talmente unico ed evidente da rendere immediatamente intuibile la nostra provenienza. Tuttavia i nostri connazionali sono sovente oggetto di caricatura presso gli stranieri, che a volte si divertono a ridicolizzare i nostri gesti in modi estremi e sbeffeggiare i nostri tipici modi di fare. Non dimentichiamo però che, chi più chi meno, tutti usiamo il linguaggio del corpo per veicolare informazioni che altrimenti non sarebbero recepibili dai parlanti. 

Olivia M., Filippo T. e Matias C.G.