La danza: un laboratorio di apprendimento

Perché proporre esperienze di danza nella scuola?

Il movimento è il veicolo espressivo, comunicativo e funzionale dell’essere umano. Ogni gesto e ogni movimento corporeo, anche senza un significato riconoscibile, è una manifestazione organica,  identificabile e riconducibile all’arte della danza.

Nel passaggio da primate a ominide, l’adozione della postura bipede ha permesso lo sviluppo dell’uomo che liberando gli arti e la parte superiore del corpo, ha potuto utilizzare le mani. Oltre che in modo funzionale e via via sempre più pertinente e preciso, la libertà della cintura scapolare, il torso e le braccia, lo hanno messo in condizione di “esplorare e utilizzare” il corpo in movimento, attribuendogli un valore espressivo e comunicativo. Fin dalla preistoria la danza è stata espressione dell’uomo, carica di significati evocativi, sociali e spirituali. La danza in quanto arte è espressione dell’essere umano.

 

Lo sviluppo motorio

I movimenti del feto sono percepiti dalla madre che così stabilisce con lui il primo dialogo. Il bambino alla nascita si esprime e comunica attraverso il movimento. Il linguaggio corporeo gli consente di essere in costante interscambio con l’altro e con il mondo che lo circonda, attraverso i riflessi arcaici si muove inconsapevolmente, poi progressivamente sviluppa e perfeziona le sue capacità motorie: alza la testa, rotola, striscia, gattona, cammina, corre e salta. Quando è esposto a stimoli musicali, canori e ritmici, risponde con il movimento da cui trae piacere, e allora danza.

   

La danza come occasione educativa

La performance non è l’unico scopo della danza. Isadora Dancan per prima ha liberato i piedi dalle scarpe per ritrovare il contatto con la natura, in una danza che fluisce liberamente nel movimento spontaneo.

Rudolf  Laban, attraverso l’analisi sistematica degli elementi costitutivi del movimento, ha messo in luce le potenzialità educative della danza e ha offerto un sensibile contributo alla nascita della danzaterapia. Jean Le Boulch ha posto l’attenzione sull’interazione tra percezione, funzione ed emozione sottolineando la relazione tra movimento e comportamento: la danza fonde la coscienza del sé agli atti motori, restituendo organicità alla persona.  Joseph Hubertus Pilates porta il “focus” all’interno di sé e non a modelli o obiettivi esterni e meccanici. Il corpo così è in grado di svolgere quotidianamente i molti e vari compiti con naturalezza, facilità e con piacere, “qualità e non quantità”.

Il musicista Emile Jaques Dalcroze ha rivendicato la centralità del corpo come, laboratorio in cui la musica prende forma e senso, si realizza così la fusione di tutte le funzioni del corpo: movimento, percezione ed espressione. Elaborando un metodo di insegnamento per sviluppare negli allievi un preciso senso del ritmo e traducendo i suoni in movimento.

E’ evidente come persone provenienti da esperienze e anche interessi diversificati, siano arrivati a teorie nelle quali il movimento è il comune denominatore e oggi la scienza ce lo conferma.

 

Le scoperte scientifiche

Ci racconta Laila Craighero, nel suo libro “Neuroni specchio”, le nuove scoperte che hanno rivoluzionato l’idea del sistema motorio. I neuroni specchio che si trovano nell’area coinvolta nella programmazione del movimento, si attivano ogni volta che interagiamo con un oggetto e si differenziano per lo scopo e non per l’oggetto, anche quando il soggetto osserva qualcun altro compiere l’azione. È intuibile come questo ponte tra il sé e gli altri è la base neuronale dell’empatia.

Possiamo affermare che l’arte del movimento è a pieno titolo una occasione per lo sviluppo di quell’unità corpo/mente che è peculiare del nostro genere e natura.

Il movimento a scuola

I curricula della scuola dell’infanzia e della scuola primaria sottolineano costantemente l’importanza del “saper fare” più che nei “saperi” da capire e memorizzare, focalizzando l’attenzione ai processi messi in atto per conoscere e apprendere. Queste linee guida sono un grande incentivo per vivere la scuola come luogo dove l’apprendimento sia sempre significativo per ogni individuo, che promuova la coscienza del sé in relazione al mondo, agli oggetti, allo spazio e agli altri. Che promuova le esperienze e la ricerca delle proprie potenzialità, capacità, interessi e qualità. Tutto ciò è materia fondante nelle attività di movimento. Vivere il corpo e la propria motricità in maniera consapevole ci permette di entrare in relazione armoniosa con il mondo circostante, permette l’accesso alle diversità, permette la concentrazione, il piacere e la passione. E’ quindi evidente che cogliere l’occasione di svolgere attività didattiche attraverso il movimento non può che essere efficace e soprattutto occasione di sviluppo e arricchimento nell’apprendimento.

Osserviamo l’esigenza, l’urgenza del movimento nei bambini, quando escono da un’aula scolastica per andare a svolgere delle attività motorie o anche solo a ricreazione: il movimento si “impossessa” di loro e si lasciano andare al piacere di muoversi e corrono, corrono, corrono…

Il piacere di imparare con la danza

Ho avuto una lunga e ricca esperienza formativa e professionale nell’ambito del movimento e ho potuto sperimentare il piacere della danza come ricerca e arte. Convinta sostenitrice dell’aspetto esperienziale nei processi di apprendimento, ho un approccio creativo nei confronti delle proposte didattiche e realizzo laboratori di movimento anche su tematiche che apparentemente poco hanno a che vedere con la motricità.

Il punto di partenza è la “messa in condizione” del corpo. Attraverso la respirazione, il rilassamento, gli stiramenti, la ricerca delle connessioni tra le varie parti del corpo, l’equilibrio, il peso, il ritmo e lo spazio, sollecito percorsi personali per trovare il piacere nel proprio corpo e nel movimento, per renderlo disponibile e ricettivo agli stimoli, all’ascolto di sé stessi, dell’ambiente e degli altri. Le attività guidano ad una ricerca personale, attraverso stimoli sensoriali quali toccare, guardare e ascoltare, si attiva il flusso del movimento che si traduce in danza e si interseca in un dialogo a due, a tre, con tutto il gruppo classe.

Gli argomenti didattici, dettati dal programma ministeriale,  sono pertanto trattati con un doppio scopo, da una parte come occasione di approfondimento,  che rafforza e sostiene l’apprendimento dell’argomento stesso, dall’altra sono lo stimolo per esplorare nuove qualità, dinamiche, ritmi,  spazi e relazioni. Le proposte vanno dal lavoro sulle emozioni, l’amicizia, i conflitti a temi come gli animali, le piante, gli ambienti, l’aria, l’energia, la formazione dell’universo, l’evoluzione dell’uomo, culture diverse nel mondo; attraverso il movimento ogni argomento esplorato diviene un’ esperienza significativa.

In conclusione, quanto più il bambino sarà esposto a stimoli motori significativi, tanto più il suo sistema neurologico avrà la possibilità di creare collegamenti tra le diverse aree e funzioni cognitive, tanto più svilupperà capacità e abilità, ma soprattutto sarà un bambino consapevole e libero.

 

Per saperne di più:

Isadora Dancan  L’arte della danza  Editore Audino

Rudolf Laban   L’arte del movimento Editore Ephemeria

Jean Le Boulch Verso una scienza del movimento umano. Introduzione alla psicocinetica  Editore Armando

Joseph H. Pilates La vostra salute Editore Carocci

Emile Jaques Dalcroze Il ritmo, la musica e l’educazione  Editore EDT

Laila Craighero Neuroni specchio Editore Il Mulino