Fenomeni meteorologici e ambientali, depredazioni, attentati terroristici e vandalismo sono dei veri e propri “killer” delle opere d’arte, ma la tecnologia offre una speranza di recupero dei manufatti ormai andati perduti.Oggi queste innovazioni permettono di creare delle ricostruzioni in scala 1:1 di opere d’arte danneggiate con l’uso dello scanner 3D. Nel mondo sono stati già copiati e ripristinati con questa tecnica molti manufatti e l’Italia, che è da sempre leader mondiale nel restauro, è protagonista di questo nuovo settore. Il Toro di Nimrud è stato affidato alla ditta Nicola Salvioli di Firenze, l’archivio di stato di Ebla ad Arte Idea di Roma, mentre la Tryeco 2.0 di Ferrara ha restaurato il tetto del tempio di Bel a Palmira.


Questi nuovi strumenti potrebbero essere utilizzati anche al Museo nazionale del Bardo dove l’attentato nel marzo del 2015, rivendicato dall’Isis, ha mandato in frantumi un patrimonio artistico e culturale di valore inestimabile.
La speranza è di poter ricostruire quanto prima tutto quello che è stato distrutto o rubato, nel luogo dove si trovava, o ripristinarlo con una copia perfetta.