Impronta di un Sapiens 153.000 anni fa: cambierà i libri della storia

Scoperta sorprendente: trovata l’impronta di un sapiens  che risale a circa 153 mila anni fa. 

 

Introduzione:

Le nuove tecnologie di datazione hanno permesso di capire che è la più antica impronta di sapiens mai scoperta. Questo reperto è stato trovato diversi anni fa, nel Garden Route National Park, a ovest della città costiera di Knysna, sulla costa meridionale del Sudafrica, ma solo oggi abbiamo capito l’importanza di questo reperto perché ne t . 

Grazie a una ricerca condotta da un gruppo di studenti del Nelson Mandela University, gli scienziati hanno compreso che la diffusione del “padre” dell’uomo moderno risale a 30.000 anni prima di ciò che credevamo. Questa notizia potrebbe cambiare i libri di storia.

 

Ma quali sono le nostre origini, e quali sono le scoperte più significative che ci hanno permesso di ricostruire la nostra storia genetica?

 

Chi erano i sapiens:

Homo sapiens, dal latino “uomo sapiente”, è la dicitura con cui si indica l’ultimo step dell’evoluzione umana, l’uomo dal quale discendiamo.

 

Esiste una ipotesi teorica nota come ipotesi africana, basata su ricerche genetiche e reperti archeologici, secondo la quale il più antico Homo sapiens risalirebbe a 195 mila anni fa. 

L’esemplare più lontano dalla Terra sarebbe Omo-Kibish I. I suoi resti sono stati ritrovati negli anni ’70 in Etiopia e lascerebbero ipotizzare che l’uomo moderno si sia evoluto in Africa e poi, migrando, abbia sostituito gli altri ominidi nel resto del mondo.

 

Inoltre, la maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che gli ominidi si siano sviluppati da una popolazione di primati circa 2,3 milioni di anni fa, nel Corno d’Africa, e si diffusero nelle terre emerse durante il periodo della glaciazione. L’aumento della temperatura, favorì la migrazione dell’Homo sapiens dall’Africa verso il resto del mondo. Ed è così che ha avuto origine la nostra specie.

 

Perché è difficile trovare queste impronte?

Queste impronte sono così rare ed importanti perché sono facilmente cancellabili e molto fragili. Questi studi devono essere effettuati in maniera veloce, però è possibile datare e risalire a quanti anni ha. Si usa la tecnica della luminescenza otticamente stimolata.

Come la tecnologia ha svolto un ruolo fondamentale 

I paleoantropologi trovarono oltre 100 tracce conservate in rocce, cenere e fango.

Le impronte sono state scoperte in sette siti archeologici diversi, situati a est della punta meridionale dell’Africa.

Uno dei siti ha persino rivelato le impressioni del ginocchio, mentre altri quattro hanno mostrato modelli fatti dagli esseri umani.

Per sapere la corretta datazione del reperto, si usa la luminescenza otticamente stimolata. La ricerca scientifica continua a regalarci elementi di valutazione del nostro passato utili per riscrivere la storia dell’uomo.